Quando si progetta o si rifà un impianto, la domanda arriva sempre: tubo PEX o multistrato? Sono i due materiali più diffusi per distribuire acqua sanitaria e alimentare impianti di riscaldamento, ma non sono intercambiabili. Cambiano il comportamento alle variazioni di temperatura, la barriera all’ossigeno, il tipo di raccordo e la velocità di posa. In questa guida confrontiamo i due sistemi dal punto di vista pratico, per aiutare sia l’installatore sia chi sta seguendo un lavoro in casa a scegliere con criterio.
Cosa sono PEX e multistrato
Il PEX è polietilene reticolato: un tubo monostrato in plastica, flessibile e resistente alla temperatura. Esistono diverse tecnologie di reticolazione (PEX-a, PEX-b, PEX-c) e ognuna ha caratteristiche proprie, in particolare per quanto riguarda la “memoria di forma”. Il PERT è un cugino non reticolato, con prestazioni simili nell’uso a bassa temperatura.
Il multistrato è invece un tubo composito, generalmente PEX/alluminio/PEX: due strati in polimero racchiudono un’anima in alluminio saldata di testa. Quell’anima metallica è ciò che lo distingue e ne determina quasi tutti i vantaggi e gli svantaggi. Puoi vedere le due famiglie a confronto nella sezione tubi PEX e multistrato del nostro catalogo.
Dilatazione termica e tenuta della forma
Qui la differenza è netta. Il PEX si dilata molto con la temperatura: nell’ordine di 0,15-0,20 mm per metro e per grado, contro valori circa sei-otto volte inferiori del multistrato. Su una tratta lunga di tubo a vista, questo si traduce in movimenti visibili e nella necessità di prevedere punti fissi, compensazioni o guaine.
Il multistrato, grazie all’alluminio, dilata poco e mantiene la curva che gli dai: è comodo per le derivazioni a vista, le colonne montanti e tutte le situazioni in cui vuoi un tracciato ordinato senza fascette a ogni passo. Il PEX, più elastico, tende a tornare dritto: si presta bene alle serpentine e ai passaggi sotto traccia, dove la flessibilità è un vantaggio.
Barriera all’ossigeno: il punto critico nel riscaldamento
Nei circuiti di riscaldamento l’ossigeno che diffonde attraverso le pareti in plastica può alimentare corrosione e fanghi nelle parti metalliche dell’impianto (caldaia, scambiatori, pompe, radiatori in acciaio). Per questo, negli impianti a pavimento, si usano tubi con barriera antiossigeno conforme alle norme di riferimento.
- Multistrato: l’anima in alluminio è di fatto una barriera totale all’ossigeno.
- PEX e PERT: devono essere della versione con strato EVOH, oppure va previsto un separatore idraulico e un trattamento dell’acqua adeguato.
Per i circuiti radianti ti consigliamo di guardare insieme il tubo e i componenti collegati: i nostri collettori per riscaldamento a pavimento e i pannelli bugnati e componenti per impianti a pavimento sono pensati per lavorare insieme a entrambe le tipologie di tubo.
Raccordi e posa in opera
La scelta del tubo condiziona quella dei raccordi. Il multistrato si lavora facilmente con raccordi a stringere (a compressione) o a pressare, con calibratura e sbavatura del tubo prima dell’inserimento. Il PEX, a seconda del tipo, può essere collegato con raccordi a stringere, a pressare o, nel caso del PEX-a, con sistemi ad espansione.
Per l’installatore contano tre aspetti pratici:
- Velocità : con il multistrato le curve si eseguono a mano o con molla e si “fermano” da sole; il PEX richiede più fissaggi ma si stende in rotoli lunghi con pochi giunti.
- Numero di giunzioni: il rotolo continuo di PEX riduce i raccordi sotto pavimento, riducendo i possibili punti di perdita.
- Attrezzatura: verifica sempre che utensili e raccordi siano compatibili con il diametro e lo spessore del tubo scelto.
Trovi raccordi, adattatori e accessori nella sezione raccorderia, con articoli dei marchi principali del settore.
Costi e rendimento nel tempo
A parità di diametro il multistrato costa in genere di più al metro, mentre il PEX permette di risparmiare sul materiale e, nei circuiti radianti, su tempi e giunzioni. Ma il costo del tubo è solo una parte del quadro: contano anche i raccordi, la manodopera e il rischio di interventi futuri. Entrambi i sistemi, se scelti e installati correttamente, hanno una durata pensata per decenni; controlla sempre le pressioni e le temperature massime di esercizio riportate nella scheda tecnica del prodotto.
Quale scegliere: una regola pratica
- Riscaldamento a pavimento: PEX o PERT con barriera antiossigeno, per la flessibilità e i rotoli continui.
- Distribuzione a vista o colonne: multistrato, per tenuta della forma e bassa dilatazione.
- Collegamento dei collettori ai radiatori o agli utilizzi: entrambi vanno bene; decide il tracciato e il tipo di raccordi che preferisci usare.
- Ristrutturazioni con tracce ridotte: il multistrato è spesso più pratico per le curve strette e i tratti brevi.
In sintesi
Non esiste un tubo migliore in assoluto: esiste quello più adatto al tracciato, al tipo di impianto e al modo di lavorare di chi installa. Se hai dubbi sul dimensionamento o sulla compatibilità dei raccordi, esplora la categoria sistemi di tubazioni oppure contatta il nostro team a Buscate: ti aiutiamo a impostare la fornitura in base al progetto.
