Puffer e volano termico con la pompa di calore: quando servono davvero
Chi installa una pompa di calore per il riscaldamento si imbatte presto in una domanda tecnica ricorrente: serve anche un puffer, o un volano termico, oltre al bollitore per l'acqua calda sanitaria? La risposta non è uguale per tutti gli impianti, ma capire a cosa serve davvero questo componente aiuta a evitare due errori opposti: installarlo quando non è necessario, con un costo e un ingombro in più, oppure ometterlo quando invece il sistema ne avrebbe bisogno per funzionare correttamente nel tempo.
Cos'è un puffer e perché la pompa di calore ne parla spesso
Il puffer, chiamato anche volano termico o accumulo inerziale, è un serbatoio che contiene acqua tecnica (quella che circola nell'impianto di riscaldamento) e non acqua sanitaria da prelevare ai rubinetti. Non va confuso con il bollitore per l'acqua calda sanitaria, di cui abbiamo parlato nell'articolo sul perché il bollitore per pompa di calore richiede uno scambiatore maggiorato: lì il tema era l'acqua che si usa in casa, qui parliamo dell'acqua che scalda la casa.
La pompa di calore, soprattutto nei modelli aria-acqua, lavora in modo diverso da una caldaia tradizionale: modula la potenza erogata e preferisce cicli di funzionamento lunghi e regolari piuttosto che accensioni e spegnimenti ravvicinati. Un volume d'acqua troppo piccolo nel circuito primario costringe il compressore a cicli brevi e frequenti, con usura superiore e rendimenti stagionali più bassi.
Quando il puffer diventa necessario
Ci sono situazioni tipiche in cui l'accumulo inerziale non è un optional ma una condizione per il corretto funzionamento dell'impianto:
- Impianti con molte zone servite da valvole termostatiche o valvole di zona, dove la chiusura contemporanea di più circuiti riduce drasticamente il volume d'acqua in circolo verso la pompa di calore.
- Pompe di calore con potenza minima di modulazione relativamente alta rispetto al fabbisogno reale dell'edificio, specie in mezza stagione.
- Impianti misti, dove la stessa pompa di calore alimenta sia il riscaldamento a pavimento sia termoarredi o ventilconvettori con logiche di regolazione differenti.
- La necessità di disaccoppiare idraulicamente il circuito primario (pompa di calore) dai circuiti secondari dell'impianto, così che le due parti lavorino con portate indipendenti.
Al contrario, impianti di piccole dimensioni, con pompe di calore molto modulanti e un volume d'acqua già sufficiente nei collettori e nelle tubazioni, possono non richiedere un puffer dedicato. La scelta va sempre verificata sulla base del progetto specifico e delle indicazioni del produttore: per i parametri di dimensionamento esatti (litri necessari in funzione della potenza installata) il riferimento resta la scheda tecnica del modello di pompa di calore scelto.
Puffer semplice o termoaccumulatore combinato?
Nel catalogo a disposizione di installatori e professionisti, la differenza principale è tra un puffer "neutro", che accumula solo acqua tecnica, e soluzioni che integrano anche la produzione di acqua calda sanitaria nello stesso corpo.
La gamma PUFFERMAS DOMUS di Cordivari lavora in questa logica: accumulo inerziale per l'acqua tecnica, con la possibilità di affiancare un modulo dedicato per l'acqua calda sanitaria quando serve separare le due produzioni.
La linea ECO-COMBI va invece nella direzione opposta: un unico termoaccumulatore che gestisce sia l'acqua tecnica per il riscaldamento sia la produzione di acqua calda sanitaria, pensato per installazioni dove si vuole ridurre il numero di serbatoi in centrale termica.
Per chi lavora con impianti misti freddo/caldo o abbina la pompa di calore ad altre fonti, la gamma BOLLY HY offre un volano termico con scambiatori fissi pensato per la produzione combinata di acqua calda sanitaria e acqua tecnica, caldo e freddo, in un'unica soluzione.
Un componente da progettare, non da aggiungere "per sicurezza"
Un errore comune è installare un puffer sovradimensionato "tanto per stare tranquilli": oltre al costo e all'ingombro inutili, un volume eccessivo rispetto alla potenza della pompa di calore può addirittura peggiorare i tempi di risposta dell'impianto e i consumi in fase di riscaldamento del volano stesso. Il dimensionamento corretto nasce dal bilancio tra potenza della pompa di calore, numero e tipo di zone servite, e modalità di regolazione dell'impianto: per questo, in presenza di dubbi su un caso specifico, conviene sempre confrontarsi con la documentazione tecnica del produttore o con un progettista termotecnico.
Per un quadro più ampio su come scegliere e dimensionare una pompa di calore per l'abitazione, è disponibile la guida alle pompe di calore sul sito, mentre l'intera gamma di accumuli dedicati si trova nella categoria bollitori e termoaccumulatori per pompe di calore.
Altre guide
Pannelli solari termici: heat pipe o pressurizzati, quale scegliere?Pannelli pressurizzati o pannelli heat pipe a tubi sottovuoto: come funzionano, differenze di rendimento e manutenzione…
Bollitore per pompa di calore: perché serve uno scambiatore maggioratoPerché un accumulo pensato per caldaia non è la scelta ideale con una pompa di calore, e cosa cambia con un bollitore a…
Dimensionamento impianto solare termico: quanti pannelli e litri di accumulo servonoGuida pratica al dimensionamento di un impianto solare termico per l'acqua calda sanitaria: come stimare superficie dei…